Norcia e le sue meraviglie

Scopri con noi il cuore, la tradizione e il gusto dell'Umbria

 


La Gastronomia

Scopri la produzione dei salumi più famosi d’Italia, l’antica arte della lavorazione del maiale, la produzione tipica dei formaggi, il prosciutto e i legumi dei Monti Sibillini. Non perdere il tartufo nero, uno dei prodotti più caratteristici della città di Norcia! Scopri di più!


Sport e Natura

Appuntamenti, itinerari, escursioni e percorsi immersi nel verde del Parco nazionale dei Monti Sibillini! Scopri l’affascinante Vanerina, il Fiume Nera il Pian Grande di Castelluccio, i cavalli allo stato brado ai Pantani di Accumuli e tanti altri paesaggi mozzafiato! Scopri di più!

  

Norcia in famiglia!

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La città natale di San Benedetto

Scopri la città natale del Santo Patrono d’Europa, osserva le testimonianze della vita monastica e participa a tutti gli eventi e le celebrazioni legate alla vita di San Benedetto da Norcia… Scopri di più!


Miti, leggende e folklore

Tra Monti, Laghi e Grotte il territorio che circonda Norcia conserva leggende e segreti antichissimi. Fate, maghi e streghe sono protagonisti dei racconti e delle credenze popolari…

 

La Città Di Norcia

Anticamente chiamata Nursia, Norcia è situata nel cuore dell’affascinante piana di Santa Scolastica, a 600 metri d’altitudine.

Norcia nacque come importante centro strategico sabino, traendo il nome da Northia, divinità propiziatrice di fortuna, venerata dagli etruschi. L’antico villaggio sabino sorgeva sulla parte più alta dell’odierno abitato, la cosiddetta aerea di Capo la Terra. Intorno al 300 a.C., i Romani arrivarono in questo territorio e in breve tempo lo conquistarono, sconfiggendo la strenua resistenza del tenace popolo sabino.

Nel 480 d.C. nacquero a Norcia i Santi gemelli Benedetto e Scolastica. Al crollare dell’impero romano, mentre alcune regioni d’Europa sembravano cadere nelle tenebre ed altre erano ancora prive di civiltà e di valori spirituali, San Benedetto e i suoi monaci rappresentarono un vero e proprio faro nel buio. trasformando terre deserte inselvatichite in campi fertilissimi, in grado di fornire grano tutto l’anno favorendo così la sussistenza delle popolazioni (emblematico l’esempio offerto dalle “marcite” di Norcia, prati perennemente irrigui grazie all’opera di canalizzazione apportata dai monaci benedettini nel V secolo).

Nel periodo altomedievale gli abitanti nursini si cominciarono a specializzare nell’anatomia, mattazione, castrazione e cura dei suini, per poter così vendere i prodotti lavorati della carne di maiale alle città vicine. Lo sviluppo di questo mestiere fu senz’altro favorito dall’apprendimento dell’anatomia, grazie alla scuola di chirurgia di Preci, prima scuola di chirurgia nata in Italia, rinomata a tal punto da operare di cataratte la Regina Elisabetta I d’Inghilterra e altri personaggi politici di assoluto rilievo. Oggi l’antica arte della “norcineria” è ancora praticata in questo piccolo paese e Norcia, rappresenta il luogo più emblematico dove poter provare salumi, prosciutti e altri prodotti di assoluta qualità, lavorati da sempre secondo tradizione!

Nel 1200, Norcia, ormai sviluppata, si costituì libero comune e il secolo che seguì, rappresentò la fase di consolidamento del comune, il più importante dei monti Sibillini. Risale a questo periodo la costruzione delle mura di cinta. Nel 1600, Norcia conobbe un notevole rinnovamento edilizio ed artistico poi distrutto dai due terremoti del 1700 che cancellarono di colpo gran parte delle costruzioni della città. Un altro terremoto devastante fu quello del 1859 ad opera del quale, su 676 abitazioni, in tutta la città ne rimasero in piedi solamente 76.

Il 18 settembre 1860, alla vigilia dell’annessione dell’Umbria al Regno d’Italia, un plebiscito sancì l’unione alla madre patria e la fine del potere papale che durava dal 1500. Dopo l’Unità d’Italia, Norcia si arricchì di pregevoli opere pubbliche, quali porta Romana, il corso, il monumento a S. Benedetto, il teatro civico, la scalinata e il prospetto del teatro comunale, il campanile di S. Maria, il mattatoio, un nuovo acquedotto e strade carrozzabili, come quella per Ascoli.

 

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